Messina

La madre di Argentino, “l’ho aiutato, voleva suicidarsi”

Secondo quanto raccontato dalla donna, Argentino l’ha chiamata nel pomeriggio di lunedì

di Sergio Randazzo -

“Ho aiutato mio figlio perché si voleva uccidere.” Con queste parole Daniela Santoro, madre di Stefano Argentino, ha ammesso davanti ai carabinieri di aver dato una mano al figlio dopo il femminicidio di Sara Campanella. Tuttavia, ha dichiarato di non aver saputo immediatamente dell’omicidio.

Secondo quanto raccontato dalla donna, Argentino l’ha chiamata nel pomeriggio di lunedì, confessandole la sua disperazione e il senso di fallimento. “Mi ha detto di non riuscire a provare sentimenti”, ha riferito la madre agli inquirenti. La telefonata è avvenuta quando la giovane era già morta, uccisa con cinque coltellate alla schiena e al collo, una delle quali – quella alla giugulare – le è stata fatale.

Il tentativo di fuga e il ruolo della madre

Dopo quella telefonata, Daniela Santoro ha deciso di partire per Messina per raggiungere il figlio. Gli investigatori avevano già ipotizzato che Stefano Argentino fosse stato aiutato nella fuga e il gip aveva sospettato il coinvolgimento della madre nel tentativo di far perdere le tracce al figlio. Ora, con la sua confessione, gli inquirenti potranno ricostruire con maggiore chiarezza le sei ore trascorse tra il delitto e la cattura dello studente.

Dopo il femminicidio, Argentino è fuggito con l’arma del delitto ed è andato a nascondersi nella casa vacanza dei genitori a Noto. Non avendo un’auto a Messina, appare improbabile che, con i vestiti sporchi di sangue, abbia avuto il sangue freddo di prendere un pullman subito dopo l’omicidio.

Le indagini e i dubbi sull’arma del delitto

Intanto, le forze dell’ordine sono ancora alla ricerca dell’arma utilizzata. È stato rinvenuto un coltello nelle vicinanze del luogo del delitto, ma gli investigatori ritengono più probabile che l’assassino abbia usato un taglierino o un bisturi, strumenti che al momento non sono stati trovati.

L’ultimo saluto a Sara Campanella

La salma di Sara verrà restituita alla famiglia domani e trasportata a Portella di Mare, frazione di Misilmeri (Palermo), dove la studentessa viveva. Domenica, a partire dalle 10:30, sarà allestita la camera ardente nella chiesa delle Anime Sante in piazza Comitato, aperta ai cittadini per tutto il giorno e la notte. Lunedì, sempre alle 10:30, nella chiesa San Giovanni Battista di Misilmeri, si terranno i funerali, celebrati dall’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice.

Il sindaco di Misilmeri, Rosario Rizzolo, ha proclamato per lunedì il lutto cittadino, disponendo l’esposizione delle bandiere a mezz’asta sugli edifici comunali in segno di cordoglio.