Messina

Femminicidio Sara, l’avvocato rinuncia alla difesa

L’avvocato del 22enne ha fatto sapere che non accetterà l’incarico per una “scelta personale”.

di tcf -

Ha presenziato all’interrogatorio di garanzia di Stefano Argentino, l’avvocato Raffaele Leone. Ma già ieri sera aveva fatto sapere che non avrebbe accettato l’incarico per una “scelta personale”.

Il legale nominato dalla famiglia del 27enne accusato del femminicidio di Sara Campanella, uccisa lo scorso lunedì pomeriggio sul viale Gazzi, ha preferito rinunciare alla difesa dello studente fermato in un B&B di Noto dai carabinieri della compagnia Sud. Oggi ha comunque presenziato all’udienza di convalida del fermo e all’interrogatorio di Argentino.

La macchina giudiziaria va avanti ed è stata anche disposta l’autopsia sul corpo della studentessa. Sembrano siano stati almeno tre le coltellate che l’hanno raggiunta. Due alla gola e uno alla scapola.  Fatale quella alla giugulare che ha causato l’arresto cardiaco poco dopo essere arrivata al pronto soccorso del Policlinico.

La notizia della morte di Sara ha colpito non solo la comunità accademica della quale faceva parte, ma l’intera città. E ieri pomeriggio migliaia di messinesi si sono radunati nella galleria “Vittorio Emanuele” per ricordare la ventiduenne studentessa universitaria uccisa dal collega. Hanno sfidato la pioggia per far sentire la loro voce. C’erano le ragazze del collettivo “Non una di meno”, la Cgil, l’Unione degli Universitari, la Uisp e gli esponenti peloritani del PD e del Movimento 5 Stelle. Tantissime le studentesse e gli studenti delle scuole e dell’Università di Messina e tante persone che hanno voluto stringersi simbolicamente attorno alla famiglia di Sara. Domani, alle 19.30, ci sarà una fiaccolata che partirà dal cortile del rettorato dell’Università di Messina, che proprio pochi mesi fa è stato intitolato a Lorena Quaranta, un’altra vittima di femminicidio, anche lei studentessa dell’Università di Messina, uccisa cinque anni fa lo stesso giorno in cui è stata tolta la vita a Sara.