Attualità
Area crisi, via libera all’integrazione per la mobilità
Circa un milione duecentomila euro per i lavoratori dell'area di crisi di Gela e Termini Imerese, già in mobilità. La Regione ha rilasciato il decreto che autorizza l'integrazione a loro favore.
I fondi, di poco superiori al milione di euro, sono destinati ai lavoratori delle aree di crisi di Gela e Termini Imerese, già sottoposti alla mobilità in deroga, spesso per non essere stati riassorbiti nel ciclo produttivo. Il dipartimento regionale del lavoro ha approvato gli elenchi dei 167 che potranno usufruire dell’integrazione. Si tratta appunto di un fondo, per quest’anno da 1 milione 200 mila euro, previsto nella legge finanziaria regionale e inserito su iniziativa del gruppo di Forza Italia, come annunciò il deputato Michele Mancuso.
Per l’area di crisi locale sono in totale 81 le istanze presentate (56 hanno avuto il via libera mentre per 25 è stata disposta la non ammissibilità). Per i lavoratori di Termini Imerese, invece, le domande sono 113 (con 111 ammissibili). Di conseguenza, l’integrazione spetterà appunto a 167 richiedenti.Si tratta in gran parte di operai rimasti fuori dal ciclo locale di Eni, almeno per quanto riguarda l’area di crisi gelese. Gli uffici regionali, che hanno pubblicato il decreto e le graduatorie, si sono determinati sulla base degli elenchi e delle verifiche condotte da Inps.
I sindacati, da anni, sostengono l’esigenza di una tutela per questi lavoratori in un contesto generale, sia per Gela sia per Termini Imerese, segnato nel tempo dalla riconversione industriale.
L’area di crisi, a oggi, non ha generato gli investimenti inizialmente ipotizzati, per ricollocare i dipendenti rimasti senza occupazione. Sono mancati inoltre gli interventi per la riqualificazione del personale.